Ma anche su un piano esistenziale, per molti l'affievolirsi del desiderio, della soddisfazione in alcune aree della loro vita, è un problema. Ci si chiede "Come mai quella cosa che desideravo tanto, o che prima mi dava grande appagamento, ora non mi emoziona più?".
Il ciclo del desiderio e della soddisfazione
Per provare a rispondere, dobbiamo prima capire come funziona il ciclo del desiderio e della soddisfazione. Semplificando, possiamo identificare 4 fasi:- Desiderio - La potente spinta verso qualcosa o qualcuno. Di solito provocato da bisogno e/o mancanza. Di intensità crescente nel tempo (più a lungo desideriamo qualcosa, più il desiderio cresce).
- Raggiungimento - Quando otteniamo quello che desideravamo.
- Soddisfazione - L'appagamento che deriva dal raggiungimento. Dopo una fase di elevata intensità, tende a descrescere progressivamente.
- Quiete - Dopo la soddisfazione arriva un periodo di tranquillità, in cui il desiderio è attenuato, od anche assente.
Senza desiderio non c'è soddisfazione
Osservando questo ciclo, possiamo trarre due conclusioni:- Senza la fase precedente del desiderio, non ci può essere soddisfazione. Se non desideriamo affatto qualcosa, ottenerla non ci porta alcun appagamento (cosa mi importa di qualcosa/qualcuno verso cui non ho alcun interesse?).
- L'intensità dell'appagamento è proporzionale all'intensità del desiderio: se il desiderio è lieve (magari perché ha avuto poco tempo per svilupparsi) la soddisfazione non può essere intensa.
In pratica, l'intensa emozione che proviamo nel raggiungere un obiettivo (sia affettivo che materiale), non è dovuta tanto all'obiettivo in sé (persona, situazione, oggetto...), ma al livello di desiderio (brama, bisogno, mancanza...) che abbiamo accumulato.
(con questo, non voglio dire che l'importanza di quella persona - od altro - sia solo relativa al desiderio... ma che le emozioni travolgenti, le grandi passioni, sono profondamente radicate nel desiderio che proviamo per esse; senza desiderio, l'emozione perde le sue radici, e sfiorisce).
Perché desiderio e soddisfazione calano
Questo meccanismo di desiderio e soddisfazione, aiuta di comprendere diverse situazioni che - altrimenti - risultano misteriose...- Spiega (almeno in parte) il calo del desiderio e dell'emozione nelle coppie stabili
Per quanto l'amiamo o sia importante per noi, senza lo spazio/tempo in cui il desiderio (mancanza) può crescere, l'emozione non può salire ai livelli spasmodici di quando ci mancava.
- Lo stesso accade fra gli amanti
- Spiega perché i beni materiali appagano solo brevemente
- Spiega come mai la ricchezza non basta a rendere felici (contrariamente a quel che molti pensano)
In altre parole, quel che è troppo facile produce poco appagamento.
Come mantenere vivo il desiderio
Dopo aver compreso come funziona questo ciclo, l'unica via per mantenere acceso il desiderio sembra essere quella di "lasciare uno spazio" perché esso possa crescere nuovamente. In altre parole, non temere la mancanza, la distanza, l'assenza o il bisogno... ma concederseli, usandoli come stimolo che ravviva il desiderio.In una relazione, può voler dire lasciare uno "spazio fra i partner" (sia fisico, di lontananza, sia di attività e interessi), per cui si ravvivi il piacere di ritrovarsi e unirsi.
- Permettersi di "mancarsi", per potersi re-incontrare.
- Coltivare interessi diversi, per poter poi condividere e scambiare.
- Lasciare uno spazio di mistero e "non detto", perché l'altro rimanga un territorio da scoprire.
Alcuni temono il senso di desiderio o bisogno, perché lo vivono come mancanza dolorosa; per questo - spesso - cercano l'appagamento immediato dei loro desideri. Però questo impedisce al desiderio di "lievitare", e quindi anche alla soddisfazione di essere elevata.
Per certe persone che temono la solitudine o il senso di vuoto, "creare uno spazio" può essere un problema: esse tendono (a volte ossessivamente) a "riempire" la propria esistenza (con quello di cui sentono il bisogno)... ma in questo modo non si lascia più spazio al desiderio (e la soddisfazione cala).
Quelli che stanno sempre appiccicati al partner, con cui vogliono condividere tutto, rischiano di finire con un senso di abitudine e monotonia; e, prima o poi, di ritrovarsi con un bisogno di novità ed eccitazione (magari fuori dalla coppia), perché il partner - nel frattempo - è diventato una sorta di "accessorio" costante della loro vita: non è più uno stimolo, una scoperta, una conquista.
Anche la sicurezza e la stabilità (che a molti appaiono come una conquista preziosa), sono fattori che possono "uccidere" il desiderio. Più qualcosa è stabile e sicura, meno è stimolante; non temiamo di perderla, è costante e diventa scontata (e a nessuno piace sentirsi scontato).
Non sempre il matrimonio è la tomba dell'amore, ma la sicurezza è la tomba del desiderio.
L'amore ha bisogno di spazio
Il poeta libanese Gibran ci ricorda l'importanza di lasciare questo "spazio" in una coppia vitale:"Ma vi sia spazio nella vostra unione. E tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi l'un l'altro, ma non fatene una prigione d'amore:
piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi l'un l'altro le coppe, ma non bevete da un'unica coppa.
Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,
come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.
Donatevi il cuore, ma l'uno non sia di rifugio all'altro,
poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non troppo vicini;
le colonne del tempio si ergono distanti,
e la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro."
(da "Il Profeta - Sul matrimonio")
"Non si desidera ciò che è facile ottenere."
(Ovidio)
"La mancanza di qualcosa che si desidera è una parte indispensabile della felicità."
(Bertrand Russell)
"Ciò che desideriamo e non possiamo conseguire ci è più caro di quello che abbiamo già conseguito."
(Kahlil Gibran)


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